Quarti a Wimbledon

Non so se sta ancora piovendo, comunque ho giocato questi:

Nadal-Murray 2

Federer-Ancic 1

Safin-Lopez F. 1

Schuettler-Clement 2

Pubblicato in: on Luglio 2, 2008 at 5:47 pm Commenti (0)

Wimbledon 2008

E’ iniziata ieri l’edizione 2008 del torneo più prestigioso al mondo.

La tradizione impone l’erba alta otto millimetri, i completini bianchi e nessuno sponsor sui campi.

Una volta aperti i gates di church Road l’aria del mito si libera e se si ha la fortuna (come capitato nel 1998 al sottoscritto) di potere assistere agli incontri dal vivo si capisce perchè questo torneo è diverso da tutti gli altri, è speciale.

L’All England Lawn Tennis and Crocket Club è uno dei club più esclusivi al mondo. Solo se hai quarti di nobiltà o hai vinto i Championships puoi farne parte.

Se vuoui entrare nella leggedna devi vincere Wimbledon, altrimenti rimani sì un campione…ma non fai parte del club.

Favorito d’obbligo resta anche per quest’anno lo svizzero Federer, ma Nadal sta migliorando e se pioverà poco ne vedremo delle belle!

Pubblicato in: on Giugno 24, 2008 at 6:22 pm Commenti (0)

Una coppa per un sogno

Nella vita si fanno spesso sogni e, a volte, si vive invece qualche incubo. Due esperienze nettamente diverse, per carità, eppure molto, ma molto vicine, tanto da sfiorarsi, anzi da sfiorarti e impedirti di capire come sia possibile in un attimo passare dalla bellezza dell’uno alla crudeltà dell’altro o viceversa.

Ma finchè entrambi rimangono nella nostra testa, ci si sveglia e o si ringrazia perchè era tutto finto o si rimane delusi perchè il miele della fantasia ha lasciato il posto all’amaro della realtà.

Ma quando i sogni (e gli incubi ovviamente) diventano realtà allora ci si accorge che a volte la vita è meglio del sogno o che, invece, era meglio dormire.

La partita di mercoledì sera a Mosca è stata bellissima e ci ha regalato tante emozioni a noi che stavamo comodi sul divano di casa a vederla in tv. Figuriamoci ai tifosi allo stadio e, ancor di più, ai protagonisti sul campo.

Proprio questi ultimi, in pochi attimi, hanno vissuto il tremendo o dolcissimo passaggio (dipende dai punti di vista) dal terrore alla felicità, dalla gioia alla tragedia (sportiva s’intende), dal trionfo alla disfatta.

E’ bastato poco: quando C. Ronaldo ha sbagliato il suo rigore sembrava fatta per i Blues, mai così vicini alla coppa. Sembrava tutto scritto perfettamente da un romanziere abituato ai lieto fine…ma la realtà è stata diversa. La finale di Champions è stata in realtà scritta da un genio dei gialli, un mente più fine di quella di Hitchcock. I rigori tirati sono 9, il punteggio è 4 a 4, ma il Manchester ha già sparato le sue cinque cartucce mentre il Chelsea ha l’ultimo colpo in canna, quello che puo’ uccidere i red devils. JT (John Terry) si presente sul dischetto, concentrato più che mai e consapevole che il destino suo e di tutta la squadra è nelle sue mani. Niente di più vero. Il rigore è una situazione di vantaggio enorme per chi lo tira e di totale svantaggio per chi lo deve parare in una porta larga 7 metri e mezzo. Se lo piazzi bene il portiere non puo’ pararlo e questo JT lo sa. Quello che il capitano del Chelsea non sa (o si è dimenticato o, ancor più probabile, ha rimosso) è che il confine di cui dicevamo, che separa il sogno dalla realtà e la realtà dall’incubo, è dietro l’angolo, nell’occasione mascherato da pioggia, da terreno viscido, da vera e propria sfortuna. il piede di appoggio di JT scivola, lui si sbilancia e la palla finisce sul palo alla sinistra di Van Der Saar. Ancora quattro pari, ma con una rilevantissima differenza: il Chelsea aveva la coppa in mano e deve rifare tutto; Il Manchester stava cadendo nel burrone ed è stato rimesso in piedi. I morali si invertono. Le certezze del Chelsea diventano insicurezza e paura, la rassegnazione dello United si trasforma in forza e coraggio. E chiunque abbia praticato uno sport qualsiasi a livello agonistico sa quanto questo aspetto influisca sull’esito della prestazione.

Ed ecco allora che con un pizzicotto i protagonisti di questa bellissima finale si risvegliano sul rigore sbagliato da Anelka che quella coppa l’aveva già vinta otto anni fa con una maglia diversa. Fine del sogno, o meglio, inizio della festa per i red devils, inizio dell’incubo per i blues, con la differenza, per questi ultimi e per i loro fans, di non potere più svegliarsi.

Tornando alla partita, è stata un’ottima finale con tante occasioni da gol. L’ha vinta la squadra più forte nel complesso, ma anche più fortunata nell’occasione giusta.

Questa volta, più dell’immagine del trionfo, resta la fotografia di un grandissimo giocatore come John Terry distrutto dalla delusione di avere sprecato (e non solo per colpa sua), forse, la più grande occasione della propria vita.

Nessun uomo di sport, però, potrà rimproverargli niente e nessun avversario oserà deriderlo, perchè per essere dei grandi vincitori ci vogliono per forza dei grandi avversari.

Pubblicato in: on Maggio 23, 2008 at 3:55 pm Commenti (0)

Notte brava a Las Vegas

A tutti capita di sognare di passare una notte a Las Vegas per una botta di vita e vincere 3.000.000 di dollari. Se poi si incontra anche il grande amore, allora, tutto è perfetto.

E’ questo che capita a Cameron Diaz e Ashton Kutcher in questo film divertente anche se molto simile alla maggior parte delle commedie del genere.

TRAMA: un ragazzo nullafacente, sfaccendato e con la sindrome di Peter Pan va a Las Vegas per divertirsi e lì conosce una bellissima e in formissima Cameron Diaz e, come spesso accade là, i due si ubriacano e finiscono per risvegliarsi sposati. Prima di tornare a casa lui gioca alla slot-machine con la moneta di lei e, ironia della sorte, vincono 3 milioni di dollari. A chi spettano? Ovviamente è guerra. Il giudice dirà che, siccome si sono sposati, dovranno convivere forzatamente per 6 mesi per capire il valore del matrimonio. Finiranno con l’innamorarsi.

Divertentissima la parte della convivenza forzata in cui si giocano cattivissimi scherzi l’un l’altra. Forse l’unica parte davvero divertente del film.

Voto: 6

Pubblicato in: on Maggio 22, 2008 at 10:59 am Commenti (2)

16 volte Inter

L’Inter ha vinto il suo sedicesimo scudetto a Parma al termine di un campionato bellissimo, equilibrato e, finalmente, dopo anni, corretto dall’inizio alla fine.

Partita con i favori del pronostico la squadra di Mancini ha giocato un girone di andata strepitoso dimostrando, a pieno organico, di essere senza ombra di dubbio la squadra italiana più forte.

Poi, una serie infinita di infortuni (Samuel, Cordoba, Figo, Dacourt, per i quali la stagione è finita dopo alcuni mesi, ai quali si sono aggiunti per lunghi periodi di infermeria i vari Cambiasso, Vieira, Materazzi, Chivu, Ibrahimovic e Stankovic, senza dimenticare il prematuro forfait di Adriano) ha trasformato quella che sembrava dover essere una cavalcata trionfale in un’affannosa e strenua difesa dei punti guadagnati prima di Natale.

Lo scorso anno l’armata nerazzurra ha spazzato via la concorrenza, quest’anno ha saputo, in maniera saggia e intelligente, fare la “formichina” e lavorare mentre le cicale si divertivano e ha messo in cascina i punti che poi le hanno permesso di vincere il titolo.

Anche quest’anno l’avversario è stata una grande e bellissima Roma, capace di un gioco che raramente si è visto in Europa nel corso della stagione, per merito dei suoi interpreti sul campo ma, mi si consenta, soprattutto grazie alla direzione di quello che io ritengo il migliore allenatore italiano: Spalletti.

Purtroppo per la Lupa, nonostante la “fortuna” di avere quasi sempre avuto la intera rosa a disposizione, nelle alte sfere i dirigenti non hanno capito che per vincere non basta il bel gioco, ma serve almeno un grande campione in grado di fare la differenza nelle partite che contano. I giallorossi, pur combattendo sempre alla pari con i loro avversari non hanno mai punto e hanno perso tantissime chances sia in campionato che in Champions (Inter, Juve, Manchester…).

L’inter, soprattutto dopo Liverpool che ha coinciso con una serie incredibile di infortuni, è andata in difficoltà è ha palesato quanto sia importante ad alti livelli avere non un’ ottima rosa, ma una super-rosa. Tornando al discorso del campione che fa la differenza, proprio a Parma, quando sembrava mettersi al peggio, è uscito fuori uno che da sempre viene tacciato di non giocare bene le partite che contano…Risultato: due magie, scudetto all’Inter e tutti a casa. Se non è un campione Ibrahimovic…mah!

Adesso rimane da giocare una bellissima finale di Coppa Italia che per la quarta volta consecutiva (record!) sarà disputata guarda caso tra Inter e Roma e la grande rivalità accesa tra le due compagini in questi ultimi anni contribuirà sicuramente a renderla molto interessante.

Due note per concludere: 1) ho parlato di campionato corretto e ci tengo a sottolineare come, finalmente, dopo anni di biscottoni di fine campionato, si sia assistito a partite vere anche da parte di squadre che non avevano più nulla da chiedere a questo torneo (su tutte: il Napoli che affonda il Milan togliendogli la Champions, la Juventus che già paga del terzo posto segna al Catania pur potendo farlo vincere e salvandolo con una giornata in anticipo, il Siena che da vittima sacrificale designata gioca benissimo al Meazza e ruba un paio di anni di vita ai tifosi nerazzurri)…bravi tutti! 2) gli allenatori italiani ai quali do un bel 10 e lode: ma perchè dobbiamo per forza andare a cercare le ciofeche straniere quando siamo i campioni del mondo di calcio e quando le nostre squadre di club sono sempre le più competitive su tutti i fronti? L’Inter ha trovato un allenatore che le ha fatto vincere due campionati consecutivi, cosa che non succedeva dai tempi di Herrera; la Roma gioca il più bel calcio in circolazione e Spalletti è maestro di educazione e sportitvità; Ranieri ha preso una squadra neopromossa e ha fatto un miracolo a dir poco, visto che in relazione alle aspettative la Juve è stata la squadra che ha fatto senz’altro meglio; Prandelli ha portato la Fiorentina in Champions ed ha perso la finale UEFA solo perchè a volte il calcio sa essere veramente bastardo; Ancelotti che in cinque anni ha vinto tanto (se non di più) quanto Ferguson in 22 anni a Manchester; per non parlare poi di Capello che viene scelto per allenare una nazionale che non vince mai niente…Mourinho, Rijkaard, Schuster, Domenech…ma fatemi il piacere!

Pubblicato in: on Maggio 19, 2008 at 4:36 pm Commenti (0)

Violenza sessuale a Savignano

Come avrà ben capito chi frequenta anche solo di sfuggita il mio blog, amo parlare generalmente di cose frivole, leggere, divertenti.

Questa volta, pero’, siccome due giorni fa è accaduto un episodio criminale molto grave vicino a Vignola, ho deciso di sfogarmi un po’.

Una donna quarantenne è stata aggredita e stuprata “in pieno giorno” a Formica di Savignano da un 19enne marocchino che l’ha colta di sorpresa mentre faceva jogging nella pausa pranzo e, dopo averla intontita con uno spray urticante, l’ha picchiata e costretta a subire violenza sessuale.

Il tutto è finito sulla cronaca nazionale, quindi è inutile dilungarsi ulteriormente sui dettagli. Quello che mi preme è sottolineare, come ho fatto più volte sul blog della costituenda lista civica vignolaperme (alla quale partecipo attivamente) che nella mia città il problema della violenza e del crimine legati all’immigrazione dall’est europeo e dal nord Africa è serio e queste ne sono le conseguenze.

Da anni cerco di farmi sentire dall’amministrazione perchè nel parco del circolo polivalente dove insegno tennis ai bambini si ritrovano a bere, a sporcare e a spacciare decine e decine di nordafricani che con il loro comportamento preoccupano e spaventano i genitori, ma più in generale tutti i frequentanti il parco. Risultato: nessun passaggio (se non molto di rado) delle forze dell’ordine per monitorare la zona e massima libertà tipo zona franca.

Adesso, visto l’episodio accaduto, sicuramente si diffonderà un po’ il panico e la vita sociale della zona ne risentirà. Ma ancora una volta quello che delude e fa arrabbiare è che solo dopo l’episodio grave l’amministrazione si sia lanciata, attraverso il sindaco, in proclami di miglioramento della sicurezza, di maggiore vigilanza ecc. ecc…

Fino a quando non si capiranno le priorità (sicurezza del cittadino in primis) e non si studierà un sistema che permetta di affrontare prima di tutto queste e poi il resto, la situazione non potrà fare altro che peggiorare.

E’ inutile, la retorica della tolleranza, della fratellanza, delle porte aperte agli stranieri che lavorano non servono a nulla. Sono solo belle parole che certo non hanno aiutato la donna violentata che ha subito un trauma che la seguirà per tutta la vita.

Ci vuole il pugno duro. O se ne occupano le forze dell’ordine di vigliare le zone più nascoste (e quindi facili al crimine) di Vignola e dintorni oppure saranno necessarie forze private che lo facciano in loro vece.

Bisogna fare qualcosa, qui non c’entrano le filosofie e le idee politiche. Il male è comune.

Pubblicato in: on Maggio 7, 2008 at 8:15 am Commenti (0)

Calcio: pronostico infrasettimanale

Chelsea-Liverpool 1

Man. utd-Barcellona over

Zenit-Bayern 1

Fiorentina-Rangers 1

Pubblicato in: on Aprile 29, 2008 at 11:32 am Commenti (0)

Io allenatore di calcio

Sono un grande appassionato di sport e tra quelli preferiti e praticati con maggiore successo ci sono il tennis e il calcio.

Il tennis lo insegno e ormai, purtroppo, lo gioco a livelli agonistici soltanto un mese all’anno in occasione della competizione a squadre. Il calcio, una volta appese le scarpette al chiodo, ho deciso di viverlo dall’altro lato della barricata allenando una squadra di amatori che mi ha dato quest’anno grandi soddisfazioni.

Ho deciso di raccontare molto brevemente il mio primo anno da “mister” non tanto perchè penso che possa interessare a qualcuno, quanto perchè ho proprio voglia di raccontare la bellissima soddisfazione che con la mia squadra ci siamo presi nell’ultima giornata di campionato.

Tutto è iniziato più o meno un anno fa quando, dopo essermi lussato la spalla destra decidevo di smettere di giocare per evitare dolorosissime ricadute. La scelta è stata per me davvero difficile perchè il gruppo creatosi nel corso degli anni è a dir poco meraviglioso.

Non volendo assolutamente lasciare i miei amici (tali li considero più che compagni di squadra) ho pensato di propormi come loro mister, visto che il precedente aveva deciso di smettere.

E’ iniziata così una bellissima avventura che mi ha visto protagonista più come consolidatore del gruppo che come tecnico, vista anche la mia inesperienza. La cosa che mi premeva di più era cementare lo spirito di spogliatoio e l’obiettivo è stato raggiunto. Vedere sempre 15-20 persone ad ogni allenamento anche sotto la pioggia o sotto zero è davvero una bella soddisfazione.

I momenti difficili non sono mancati (qualche lamentela, espulsioni stupide, infortuni, assenze ecc…), ma sono stati brillantemente superati dai miei ragazzi.

Sono contento di tutta l’esperienza e non voglio fare preferenze, ma tre sono stati i momenti più belli durante l’arco di tutto il campionato: 1) il gol di Beppe dedicato alla figlioletta (per intenderci un tipo alla Cruz, poche chiacchiere e tanti fatti; spesso in panchina, ma sempre presente agli allenamenti); 2) Il gol di Nisco (anche lui sempre presente, grande uomo-spogliatoio, di quelli che ogni squadra dovrebbe avere, anche tra i professionisti); 3) la vittoria di ieri sera, ultima di campionato, 3 a 0 in casa della prima in classifica con una prestazione non certo da amatori, ma da squadra vera, di carattere con due dei tre gol che sento un pochino miei, in quanto venuti con l’applicazione di un semplice schema che ho cercato di predicare per tutto il campionato.

Vedere la propria squadra che in campo domina i primi della classe e li ridicolizza ti soddisfa sempre, anche se alleni dei semplici amatori.

Grazie ragazzi!

Pubblicato in: on at 11:23 am Commenti (0)

Pronostico UEFA e Champions

Liverpool-Chelsea under
Barcellona-Manchester United over
Glasgow Rangers-Fiorentina goal
Bayern Monaco-Zenit Pietroburgo goal

Pubblicato in: on Aprile 22, 2008 at 5:22 pm Commenti (0)

21

Era un po’ che non vedevo un film così: realistico, serio e verosimile ma al tempo stesso anche divertente, interpretato da giovani attori in gamba, nonostante agli inizi della carriera e da un Kevin Spacey sempre in gran forma.

Trama: è la storia di un ragazzo di Boston che ha assolutamente bisogno di 300.000 dollari per pagarsi l’università di Harvard, facoltà di medicina. Si tratta di un giovane genio in matematica, tipico ragazzo per bene che, però, vacilla dinnanzi all’opportunità di sfruttare le sue capacità intellettive per guadagnare al gioco. Convinto da un professore universitario, ex giocatore d’azzardo senza scrupoli (Kevin Spacey) si fa coinvolgere nel sistema del conteggio delle carte per fare soldi nei vari casinò di Las Vegas. Si farà però sopraffare dall’ingordigia e dalla superbia.

Finale a sorpresa che, tuttavia, con un po’ di attenzione, si puo’ prevedere: non dico altro…prestate attenzione!

Voto: 7,5

Pubblicato in: on at 12:10 pm Commenti (2)