Sabato la Bastianelli iridata nel ciclismo femminile, ieri Bettini campione del mondo-bis e per finire il volley femmniile sul tetto d’Europa.
Se qualcuno ha mai avuto dubbi sulla poliedricità dello sport azzurro, si sbagliava e deve ricredersi.
Non siamo solo un popolo di calciofili e praticanti del pallone, riusciamo bene in quasi tutte le discipline e anche dove non vinciamo siamo competitivi.
Ma quello che più conta è che spesso, sempre più spesso, lo sport riesce laddove altre campi della vita, purtroppo, non riescono: ci rende orgogliosi di essere italiani.
Ma parlare solo dei vincitori sarebbe troppo facile, allora voglio dedicare due righe alla nostra squadra nazionale di rugby che è arrivata a due punti dal sogno di qualificarsi per i quarti di finale del mondiale.
Perchè allora parlarne? dirà qualcuno…ne parlo e molto volentieri proprio perchè in questo sport, da noi ancora sottovalutato, c’è sempre spazio per il fair play.
In fondo è bello vedere la squadra sconfitta che riceve gli onori dagli avversari e saluta il pubblico che tanto l’ha sostenuta e viene applaudita come se avesse vinto.
Da questo sport c’è molto da imparare.
Tornando a Bettini, la sua doppia affermazione (come Gianni Bugno nel 1991, proprio a Stoccarda, e nel 1992) ha un valore sportivo incalcolabile. Vederlo uscire dalla terza posizione negli ultimi trecento metri è stato semplicemente meraviglioso.
Prima la maschera di fatica, poi lo sfogo di rabbia di chi ha voluto dimostrare al mondo intero che aveva ragione, infine la goia e l’inno nazionale italiano.
Bravi tutti….complimenti! W l’Italia!