
Si tratta di una sorta di remake (che mai come stavolta appare una parola grossa) de “La finestra sul cortile” (Rear window) di Alfred Hitchcock. Con la differenza che nel capolavoro di Hitchcock recitava James Stewart, qui un certo Shia Labeouf, che forse, un giorno, sarà qualcuno a Hollywood, ma che per ora lascia un’immagine molto sbiadita, forse anche per colpa del film.
Comunque, il protagonista è costretto a rimanere tutta l’estate confinato in casa agli arresti domiciliari per avere colpito un suo professore con un pugno. Il tutto è capitato a seguito di una sua profonda crisi per la perdita del padre in un brutto incidente stradale.
Morale della favola, si annoia e si mette a spiare il vicino di casa (allora era Raymond Burr, adesso il comunque bravo David Morse) e finisce per sospettare che sia un tremendo serial killer. Finirà per avere ragione.
Il tutto condito da una storia d’amore con la vicina molto carina.
Già visto e, soprattutto, molte volte. Niente di nuovo.
VOTO: 5