Wimbledon 2008

E’ iniziata ieri l’edizione 2008 del torneo più prestigioso al mondo.

La tradizione impone l’erba alta otto millimetri, i completini bianchi e nessuno sponsor sui campi.

Una volta aperti i gates di church Road l’aria del mito si libera e se si ha la fortuna (come capitato nel 1998 al sottoscritto) di potere assistere agli incontri dal vivo si capisce perchè questo torneo è diverso da tutti gli altri, è speciale.

L’All England Lawn Tennis and Crocket Club è uno dei club più esclusivi al mondo. Solo se hai quarti di nobiltà o hai vinto i Championships puoi farne parte.

Se vuoi entrare nella leggenda devi vincere Wimbledon, altrimenti rimani sì un campione…ma non fai parte del club.

Favorito d’obbligo resta anche per quest’anno lo svizzero Federer, ma Nadal sta migliorando e se pioverà poco ne vedremo delle belle!

Published in: on giugno 24, 2008 at 6:22 pm  Lascia un commento  

Una coppa per un sogno

Nella vita si fanno spesso sogni e, a volte, si vive invece qualche incubo. Due esperienze nettamente diverse, per carità, eppure molto, ma molto vicine, tanto da sfiorarsi, anzi da sfiorarti e impedirti di capire come sia possibile in un attimo passare dalla bellezza dell’uno alla crudeltà dell’altro o viceversa.

Ma finchè entrambi rimangono nella nostra testa, ci si sveglia e o si ringrazia perchè era tutto finto o si rimane delusi perchè il miele della fantasia ha lasciato il posto all’amaro della realtà.

Ma quando i sogni (e gli incubi ovviamente) diventano realtà allora ci si accorge che a volte la vita è meglio del sogno o che, invece, era meglio dormire.

La partita di mercoledì sera a Mosca è stata bellissima e ci ha regalato tante emozioni a noi che stavamo comodi sul divano di casa a vederla in tv. Figuriamoci ai tifosi allo stadio e, ancor di più, ai protagonisti sul campo.

Proprio questi ultimi, in pochi attimi, hanno vissuto il tremendo o dolcissimo passaggio (dipende dai punti di vista) dal terrore alla felicità, dalla gioia alla tragedia (sportiva s’intende), dal trionfo alla disfatta.

E’ bastato poco: quando C. Ronaldo ha sbagliato il suo rigore sembrava fatta per i Blues, mai così vicini alla coppa. Sembrava tutto scritto perfettamente da un romanziere abituato ai lieto fine…ma la realtà è stata diversa. La finale di Champions è stata in realtà scritta da un genio dei gialli, un mente più fine di quella di Hitchcock. I rigori tirati sono 9, il punteggio è 4 a 4, ma il Manchester ha già sparato le sue cinque cartucce mentre il Chelsea ha l’ultimo colpo in canna, quello che puo’ uccidere i red devils. JT (John Terry) si presente sul dischetto, concentrato più che mai e consapevole che il destino suo e di tutta la squadra è nelle sue mani. Niente di più vero. Il rigore è una situazione di vantaggio enorme per chi lo tira e di totale svantaggio per chi lo deve parare in una porta larga 7 metri e mezzo. Se lo piazzi bene il portiere non puo’ pararlo e questo JT lo sa. Quello che il capitano del Chelsea non sa (o si è dimenticato o, ancor più probabile, ha rimosso) è che il confine di cui dicevamo, che separa il sogno dalla realtà e la realtà dall’incubo, è dietro l’angolo, nell’occasione mascherato da pioggia, da terreno viscido, da vera e propria sfortuna. il piede di appoggio di JT scivola, lui si sbilancia e la palla finisce sul palo alla sinistra di Van Der Saar. Ancora quattro pari, ma con una rilevantissima differenza: il Chelsea aveva la coppa in mano e deve rifare tutto; Il Manchester stava cadendo nel burrone ed è stato rimesso in piedi. I morali si invertono. Le certezze del Chelsea diventano insicurezza e paura, la rassegnazione dello United si trasforma in forza e coraggio. E chiunque abbia praticato uno sport qualsiasi a livello agonistico sa quanto questo aspetto influisca sull’esito della prestazione.

Ed ecco allora che con un pizzicotto i protagonisti di questa bellissima finale si risvegliano sul rigore sbagliato da Anelka che quella coppa l’aveva già vinta otto anni fa con una maglia diversa. Fine del sogno, o meglio, inizio della festa per i red devils, inizio dell’incubo per i blues, con la differenza, per questi ultimi e per i loro fans, di non potere più svegliarsi.

Tornando alla partita, è stata un’ottima finale con tante occasioni da gol. L’ha vinta la squadra più forte nel complesso, ma anche più fortunata nell’occasione giusta.

Questa volta, più dell’immagine del trionfo, resta la fotografia di un grandissimo giocatore come John Terry distrutto dalla delusione di avere sprecato (e non solo per colpa sua), forse, la più grande occasione della propria vita.

Nessun uomo di sport, però, potrà rimproverargli niente e nessun avversario oserà deriderlo, perchè per essere dei grandi vincitori ci vogliono per forza dei grandi avversari.

Published in: on maggio 23, 2008 at 3:55 pm  Lascia un commento  

16 volte Inter

L’Inter ha vinto il suo sedicesimo scudetto a Parma al termine di un campionato bellissimo, equilibrato e, finalmente, dopo anni, corretto dall’inizio alla fine.

Partita con i favori del pronostico la squadra di Mancini ha giocato un girone di andata strepitoso dimostrando, a pieno organico, di essere senza ombra di dubbio la squadra italiana più forte.

Poi, una serie infinita di infortuni (Samuel, Cordoba, Figo, Dacourt, per i quali la stagione è finita dopo alcuni mesi, ai quali si sono aggiunti per lunghi periodi di infermeria i vari Cambiasso, Vieira, Materazzi, Chivu, Ibrahimovic e Stankovic, senza dimenticare il prematuro forfait di Adriano) ha trasformato quella che sembrava dover essere una cavalcata trionfale in un’affannosa e strenua difesa dei punti guadagnati prima di Natale.

Lo scorso anno l’armata nerazzurra ha spazzato via la concorrenza, quest’anno ha saputo, in maniera saggia e intelligente, fare la “formichina” e lavorare mentre le cicale si divertivano e ha messo in cascina i punti che poi le hanno permesso di vincere il titolo.

Anche quest’anno l’avversario è stata una grande e bellissima Roma, capace di un gioco che raramente si è visto in Europa nel corso della stagione, per merito dei suoi interpreti sul campo ma, mi si consenta, soprattutto grazie alla direzione di quello che io ritengo il migliore allenatore italiano: Spalletti.

Purtroppo per la Lupa, nonostante la “fortuna” di avere quasi sempre avuto la intera rosa a disposizione, nelle alte sfere i dirigenti non hanno capito che per vincere non basta il bel gioco, ma serve almeno un grande campione in grado di fare la differenza nelle partite che contano. I giallorossi, pur combattendo sempre alla pari con i loro avversari non hanno mai punto e hanno perso tantissime chances sia in campionato che in Champions (Inter, Juve, Manchester…).

L’inter, soprattutto dopo Liverpool che ha coinciso con una serie incredibile di infortuni, è andata in difficoltà è ha palesato quanto sia importante ad alti livelli avere non un’ ottima rosa, ma una super-rosa. Tornando al discorso del campione che fa la differenza, proprio a Parma, quando sembrava mettersi al peggio, è uscito fuori uno che da sempre viene tacciato di non giocare bene le partite che contano…Risultato: due magie, scudetto all’Inter e tutti a casa. Se non è un campione Ibrahimovic…mah!

Adesso rimane da giocare una bellissima finale di Coppa Italia che per la quarta volta consecutiva (record!) sarà disputata guarda caso tra Inter e Roma e la grande rivalità accesa tra le due compagini in questi ultimi anni contribuirà sicuramente a renderla molto interessante.

Due note per concludere: 1) ho parlato di campionato corretto e ci tengo a sottolineare come, finalmente, dopo anni di biscottoni di fine campionato, si sia assistito a partite vere anche da parte di squadre che non avevano più nulla da chiedere a questo torneo (su tutte: il Napoli che affonda il Milan togliendogli la Champions, la Juventus che già paga del terzo posto segna al Catania pur potendo farlo vincere e salvandolo con una giornata in anticipo, il Siena che da vittima sacrificale designata gioca benissimo al Meazza e ruba un paio di anni di vita ai tifosi nerazzurri)…bravi tutti! 2) gli allenatori italiani ai quali do un bel 10 e lode: ma perchè dobbiamo per forza andare a cercare le ciofeche straniere quando siamo i campioni del mondo di calcio e quando le nostre squadre di club sono sempre le più competitive su tutti i fronti? L’Inter ha trovato un allenatore che le ha fatto vincere due campionati consecutivi, cosa che non succedeva dai tempi di Herrera; la Roma gioca il più bel calcio in circolazione e Spalletti è maestro di educazione e sportitvità; Ranieri ha preso una squadra neopromossa e ha fatto un miracolo a dir poco, visto che in relazione alle aspettative la Juve è stata la squadra che ha fatto senz’altro meglio; Prandelli ha portato la Fiorentina in Champions ed ha perso la finale UEFA solo perchè a volte il calcio sa essere veramente bastardo; Ancelotti che in cinque anni ha vinto tanto (se non di più) quanto Ferguson in 22 anni a Manchester; per non parlare poi di Capello che viene scelto per allenare una nazionale che non vince mai niente…Mourinho, Rijkaard, Schuster, Domenech…ma fatemi il piacere!

Published in: on maggio 19, 2008 at 4:36 pm  Lascia un commento  

100 Inter!

                                           

Il 9 marzo 2008 la f.c. Internazionale ha festeggiato i 100 anni di vita.

Tutto è iniziato quando, il 9 marzo del 1908, un gruppo di dissidenti del Milan decideva di fondare una squadra aperta all’ingresso degli stranieri. Da qui il nome di Internazionale. Maggiori dettagli sulla storia nerazzurra si possono trovare nella varie enciclopedie on line per cui non vi annoierò con la mia ricostruzione.

Ritengo solo opportuno celebrare sobriamente il centenario di una delle squadre più importanti e prestigiose d’Italia e del mondo che ha sempre fatto dell’onestà e della sportività la propria immagine tanto da meritarsi il titolo di “beneamata”.

Per fare qualcosa di diverso (almeno spero) da tutti coloro i quali renderanno omaggio ai nerazzurri in una maniera simile alla mia, ho pensato di creare un sondaggio per stabilire tra gli appassionati che frequentano o frequenteranno il mio sito, quale sia stato il giocatore più significativo nell’arco di questo ultimo secolo.

Siccome le mie scarse capacità informatiche mi impediscono di predisporre un sondaggio in tempo reale vero e proprio, mi limito a organizzarlo in codesto modo: chi vorrà partecipare, potrà semplicemente scrivere un commento a questo articolo come faccio io ora, qui di seguito.

1) Meazza Giuseppe

2) Zanetti Javier

3) Mazzola Sandro

Verranno attribuiti 3 punti al primo, 2 al secondo e 1 al terzo. Io provvederò ad aggiornare la classifica, sperando di avere un numero di partecipanti dignitoso.

Grazie a tutti e ancora…auguri, Inter!

Published in: on marzo 10, 2008 at 9:08 am  Lascia un commento  

Inter prima a Viareggio

L’Inter f.c. ha vinto per la quinta volta la Coppa Carnevale (o torneo di Viareggio, se preferite) dopo una doppia finale combattutissima con l’Empoli.

La sfida si è conclusa ai calci di rigore che hanno sancito la vittoria della giovane armata nerazzurra. Questo il tabellino dell’incontro; da notare la doppietta del solito Balotelli.

“INTER – EMPOLI 7 – 6 dopo i calci di rigore (2 – 2 d.t.s.; 2 – 2 t.r.)

RETI: 12’pt Arvia rig. (E); 35’pt Balotelli (rig.)(I); 3’st Caturano (E); 30’st Balotelli (I).

EMPOLI (4-3-3): Pelagotti, Arvia, Iacoponi, Mori (25’st Mchedlidze), Forino, Pizza, Angella, Caponi, Caroti (26’st Fabbrini dal 30’st Panariello), Caturano, Hemmy. A disp.: D’Oria, Nicoletti,Manzo,Balogh. Allenatore: Donati.

INTER: ( 4-3-3) Belec, Filippini, Esposito (11’sts Destro), Caldirola, Fatic (14’st Nze), Siligardi, Gerbo, Pedrelli, Balotelli, Ribas, Napoli. A disp.: Tornaghi, Khrin. Allenatore: Esposito.

ARBITRO: Banti di Livorno. Pirondini di Mantova, Alessandroni di Roma 1. ”

Sarebbe bello, ma non credo succederà, che questi giovani riuscissero ad essere inseriti nella squadre principali per fare esperienza e rinnovare un serbatoio di talenti che contribuiranno alla nazionale del futuro. Inoltre, non sarebbe male vedere in futuro le nostre squadre di club formate per la maggior parte da giocatori italiani.

Published in: on febbraio 14, 2008 at 11:27 am  Lascia un commento  

XLII Superbowl

Domenica scorsa è andato in scena il 42° superbowl

Si è trattato, come al solito, di un grande spettacolo in puro stile americano. Al centro di una cornice di 75.000 spettatori stipati nello stadio degli Arizona Cardinals, a Phoenix, si sono dati battaglia gli strafavoriti New England Patriots e i sorprendenti New York Giants che avevano eliminato rispettivamente nei quarti e nelle semifinali i più quotati Dallas Cowboys e Green Bay Packers.

Le stelle della manifestazione erano i due quarterback Manning (Giants) e Brady (Patriots). Non hanno brillato eccessivamente (lo testimonia il punteggio basso), ma ha avuto la meglio il primo che con un lancio perfetto a 39 secondi dalla fine ha dato la meta e la vittoria alla compagine di New York.

Il mio giudizio su questo sport è completamente personale (non ho grandissime competenze tecniche): mi piace, lo trovo semplice e divertente anche se di difficile pratica a livello amatoriale (ve li immaginate 20-30 ragazzini che giocano a football al campetto della scuola?).

Difficile che uno sport simile sfondi in Italia dove siamo abituati al calcio che non conosce praticamente soste. Pensate che una partita di football in media (tra time out, pause di gioco, challenge ecc.) dura tre ore!

La cosa più bella (che noi non avremo mai) è lo spirito sportivo dentro e fuori dal campo. Si tratta di uno sport, nient’altro. Si vince, si perde ma, soprattutto, ci si diverte.

Un altro mondo.

NY Giants – NE Patriots 17-14

Published in: on febbraio 6, 2008 at 12:22 pm  Comments (2)  

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

Published in: on dicembre 24, 2007 at 10:16 am  Lascia un commento  

Una coppa per la storia, ricordo lontano

Da grande appassionato di tennis è con grande nostalgia e amarezza, e ovviamente un pizzico di orgoglio, che ricordo il trionfo degli azzurri di coppa Davis del 1976.

Parliamo di 31 anni fa. Era il 18 dicembre 1976, la città era Santiago del Cile e gli avversari, naturalmente, i cileni. Panatta e Bertolucci ci regalavano il punto del doppio, quello della sicurezza.

Quello è rimasto finora (sigh!) l’unico successo a livello di nazionale maschile in uno sport che negli ultimi 30 anni ci ha regalato soprattutto grandi delusioni e non è stato capace di rinnovarsi con atleti di altissimo livello.

Quel giorno di 31 anni fa si fece la nostra storia; da allora non abbiamo più vinto la coppa Davis. L’ultimo risultato importante risale al 1998 quando perdemmo in finale con la Svezia. Poi l’onta della serie b e della c.

In attesa di tempi migliori ricordiamo quando eravamo davvero forti…grazie a Voi: Adriano PanattaPaolo BertolucciCorrado BarazzuttiTonino Zugarelli

Published in: on dicembre 18, 2007 at 11:54 am  Lascia un commento  

Pronostico ultima di Champions

Marsiglia-Liverpool x (3,45)

Porto-Besiktas 1 (1,40)

Shalke 04-Rosenborg 1 (1,30)

Real Madrid-Lazio over (1,60)

Olympiakos-W. Brema x2 (1,41)

Rangers- Lione x2 (1,36)

Fenerbahce-CSKA 1 (1,28)

Slavia P.-Siviglia goal (1,73)

Con 10 euro se ne vincono 426.

Published in: on dicembre 10, 2007 at 11:40 am  Lascia un commento  

Guardare avanti! (Sampras-Federer)

Io sono uno che considera le esibizioni sportive di qualsiasi disciplina poco interessanti perchè viene a mancare l’agone, la voglia di competere, e finisce tutto per essere uno show degno dei migliori sceneggiatori Hollywoodiani.

Quando poi l’esibizione viene organizzata come sfida tra due generazioni, affiora la nostalgia e mi convinco sempre più di avere ragione.

La triplice sfida SamprasFederer è stata organizzata col pretesto di dimostrare chi fosse il più forte. A parte il fatto che i confronti tra grandi sportivi di periodi diversi sono improponibili perchè appunto le loro prestazioni hanno avuto luogo in tempi differenti, con regole differenti, contro avversari differenti e, soprattutto, con tecnologie differenti…a parte tutto questo, vedere Sampras ingrassato (anche se in buona forma), coi capelli radi, sudare come una spugna dopo cinque minuti di gioco da un lato e Federer che faceva di tutto per accomodare all'”avversario” certe palline dall’altro lato, mi ha fatto cambiare subito canale.

Sampras è stato il re della sua epoca, Federer lo è della sua. Chi è più grande non importa, tanto ognuno la penserà a suo modo. Fermate questi organizzatori di show da baraccone! Vi prego. E lasciate che lo sport sia quello vero.

Published in: on novembre 27, 2007 at 10:32 am  Comments (2)